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LALLA E LALLO

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Lalla aveva i capelli biondi e gli occhi grandi e luminosi.

Aveva una mamma e un papà, un fratellone simpatico, tanti amici e un sogno ... voleva acchiappare le stelle.

Ci pensava sempre, quando studiava, quando giocava con gli amici, quando si riposava.
Perfino di giorno, quando il sole brillava così forte da rendere il cielo più azzurro dell'azzurro ... e le stelle non si vedevano ... lei pensava sempre:

"Che bello sarebbe toccare le stelle. E farsi una collana scintillante con le sette luci dell'Orsa Maggiore e un bell'anello con Venere e gli orecchini con le stelle della Croce del Sud! Ma come posso fare per arrivare fin lassù?"

Aveva provato a salire su un albero, sulla cima di un palazzo e sulla torre più alta di tutte le torri del Mondo ... ma niente! Le stelle continuavano a fissarla dall'alto, ridendo furbette.

"Tanto non ci prendi! Tanto non ci prendi!"

Lalla un giorno parlò con i suoi amici di questa sua voglia di raggiungere le stelle. Loro le dissero:

"Da sola non ce la farai mai. Dovrai farti aiutare. Ma è un grosso favore, questo che chiedi. Chiunque ti aiuterà vorrà qualcosa in cambio"

Lalla decise allora di provare. Andò in giro per la città chiedendo un "passaggio verso le stelle" a tutti quelli che incontrava. Ma la gente non capiva e spesso rideva, o la cacciava via, o si girava dall'altro lato senza ascoltarla.
Un giorno, un ragazzo magrissimo e pallido, tutto vestito di nero si offrì di aiutarla:

"Io ho questa polverina magica, con me" disse, tirando fuori dalla tasca un sacchetto di polvere bianca "Ti basterà mangiarne un pochettino e volerai fino alle stelle. Però devi darmi qualcosa in cambio"

"Che cosa?" chiese Lalla, preoccupata.

"Il tuo sorriso da brava ragazza." rispose quell'altro "Volerai fino al cielo, giocherai con le stelle quanto vorrai ma non potrai più avere il sorriso. Che ne dici?"

Lalla ci pensò un attimo, poi disse di no. Nessuno le avrebbe rubato il sorriso. Così ringraziò e se ne andò.

Il giorno dopo venne avvicinata da un uomo vecchio, brutto, tutto curvo e acciaccato. Si teneva la mano sul fianco e si lamentava per i dolori.

"Ti aiuto io" le disse, mostrandole una bottiglia piena di un magico liquido dorato "Ti basterà bere qualche sorso di questa e raggiungerai le tue adorate stelle. Però vorrei qualcosa in cambio"

"Che cosa?"

"La tua mente da ragazza in gamba" rispose l'uomo "Ti aiuterò a raggiungere il cielo, potrai tuffarti in mezzo alle stelle per sempre ... però non potrai pensare. Che te ne pare?"

Lalla disse subito di no. La mamma le diceva sempre che una donna deve andar fiera della propria intelligenza. Non avrebbe rinunciato alla sua mente. Se ne andò.

Il terzo giorno fu avvicinata da un ragazzo bellissimo. Alto, biondo, gli occhi celesti ... sembrava un attore del cinema. Anche lui promise che l'avrebbe aiutata e le mostrò un sacco vuoto.

"Ecco, prendi questo sacco e vai a riempirlo con tutte le monete d'oro che riuscirai a trovare. Non importa dove le trovi. Puoi anche prenderle dalle borse delle signore, dalle case della gente, dai portafogli dei vecchietti ... tu portami questo sacco pieno di oro e io ti farò raggiungere le stelle"

"Ma se prendo il tesoro delle altre persone, nessuno mi vorrà più bene" disse Lalla.

"Insomma" replicò il bel giovane "Vuoi arrivare fino alle stelle? Puoi farlo. Però devi rinunciare all'amore delle persone"

"No, grazie" disse Lalla e se ne andò.

Si rifugiò sotto l'albero di un parco e si mise a piangere. Si era fatta sera, e le stelle erano lì, scintillanti e bellissime nel cielo, ma lei non poteva più raggiungerle.

Stava ancora piangendo quando arrivò uno dei suoi amici, Lallo.

A lei aveva sempre fatto molta simpatia, Lallo, con quei capelli tutti ricci e spettinati sulla fronte, gli occhi che si illuminavano e ridevano da soli e il sorriso buono che rivolgeva a tutti quelli che incontrava.

"Lalla, perché piangi?" le domandò preoccupato.

"Perché ho una gran voglia di andare a giocare con le stelle lassù ... ma nessuno vuole aiutarmi."

"Forse posso farlo io" disse subito Lallo e la invitò, con un gesto della mano, a salire sul suo piccolo motorino rosso

"Io ho solo questo scooter. Non è nuovissimo ... non va nemmeno tanto veloce, però se vuoi te lo regalo. Ci metterà più tempo del previsto ma ti porterà fino alle stelle, se tu lo vorrai"

"Oh! Davvero me lo regaleresti?" esclamò Lalla contenta, saltando in piedi e avvicinandosi in fretta al suo amico "E cosa posso darti in cambio, io?"

"Niente!" rispose Lallo "Mi basta sapere che sei felice"

Allora Lalla abbracciò il suo amico e gli diede un bel bacio con lo schiocco. Poi gli disse:

"Perché non vieni anche tu con me? Ci divertiremo!"

"Oh, mi piacerebbe tanto!" rispose Lallo.

Così Lalla e Lallo partirono insieme sul motorino rosso.
Come previsto, non andava tanto veloce e ci volle un viaggio un po' lunghetto per raggiungere le stelle.
Però ci arrivarono. E, ridendo, si tuffarono in mezzo a quelle migliaia di luci scintillanti ... e si rotolarono là in mezzo ... e quando si rialzarono avevano stelline di tutti i tipi e di tutti i colori impigliate qua e là sui vestiti. Lalla si fece una splendida collana con le stelle dell'Orsa, l'anello con la stella Venere e gli orecchini con quelle della Croce del Sud. Poi fece anche una bellissima cintura con le stelle più luminose di tutto l'universo e la regalò al suo dolce amico Lallo.

E da allora, legati insieme da quella cintura di luce, se ne vanno a zonzo per il cielo a giocare con le stelle.
Qualche volta se le tirano addosso l'uno con l'altra ... ed è quando noi vediamo quelle scie luminose chiamate "stelle cadenti".
Poi quando si stancano, si lasciano cullare lentamente dalla luna in attesa di ricominciare a rincorrersi, liberi e felici.