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Flami

FlaminiaPiove, non so dire le ore,
piove dentro,
Flami di giglio,
piove dentro e piango.

Non c'erano segni,
non l'ho vista arrivare,
questa corsa veloce.
Sei andata dove
si sta bene al sole,
dove vento è brezza fresca,
buio è penombra,
confusione smette.

Ho macchie di dolore
addosso,
stringo le poche ossa che ho,
anni tornano,
in immagini veloci.
C'eravamo tutti noi
ed eravamo tutto quello
che potevamo essere;
avevi gli occhi di nuovo che viene,
regalo di Natale,
sorriso sotto la neve;
ai bordi del tatami,
nelle cene veloci,
mano nella mano,
vita piccola.

Flami, dimmi,
erano verdi gli occhi
che hai visto
quando i rumori hanno smesso
e c'era luce tiepida?
Flami, t'ho vista,
eri proprio come non
t'ho mai dimenticata,
felice e serena
contro le settimane.

Siamo rimasti noi
che di questo capiamo niente.
Guidaci con passi leggeri,
perdonaci se guardiamo
il ghiaccio in faccia mentre scivoliamo.
Manca la terra ruvida sotto
questi piedi fragili.
Sei scappata dentro
un giorno normale,
avevo poca barba e
piccole preoccupazioni.
Faceva caldo prima del gelo.

Ho saputo improvvisamente
che siamo in questa strada
immagini rapide e distratte;
sei andata dove non siamo mai stati,
dove non possiamo capire.
Ma sei qui mentre muovo
inchiostro confuso,
c'è una luce in fondo,
c'è un'eco come di
epoche andate.
Ci sei tu che sorridi,
muovi le mani dolce,
sorridi ancora,
stai con noi
mentre impariamo
a non dimenticare.