Benvenuti nel sito dell'Associazione I Bambini di Flami e Ale

1

dic

2008

Stefano Lucidi resta in carcere Il Gup: "Una personalità inquietante"


Era il 22 maggio quando Stefano Lucidi, 35enne, ha investito in pieno Alessio Giuliani e la sua ragazza, all'incrocio tra via Nomentana e viale Regina Margherita. Ieri, nello stesso punto, si è rischiata una nuova tragedia“

$entry->title

Roma, 1 dicembre 2008 - Resta in carcere Stefano Lucidi, il 34enne condannato il 26 novembre a dieci anni per omicidio volontario per aver travolto e ucciso alla guida di una Mercedes, il 22 maggio scorso, i due studenti universitari, Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, all’incrocio tra via Nomentana e viale Regina Margherita. La decisione è del giudice Marina Finiti a cui il difensore di Lucidi, l’avvocato Basilio Fiore, aveva presentato in udienza un’istanza per la concessione degli arresti domiciliari. Il pm Carlo Lasperanza aveva dato parere negativo.

"La completa disamina degli atti processuali evidenzia una personalità inquietante. Lucidi, gravato da precedenti penali e giudiziari per furto, lesioni volontarie e violenza privata, appare soggetto cinico, privo di scrupoli, sprezzante delle regole, incline al ricorso alla violenza fisica (come risulta dalle dichiarazioni di Valentina Giordano, ndr), incapace di contenere adeguatamente gli impulsi e di misurare le proprie reazioni, di talchè non è dato formulare quel giudizio di affidabilità esterna necessario alla concessione di una misura gradata".

Lo scrive il giudice Marina Finiti nel provvedimento con cui respinge la richiesta di revoca della misura del carcere o, in subordine di sostituzione con i domiciliari, avanzata dall’avvocato Basilio Fiore, difensore di Stefano Lucidi, il 34enne condannato il 26 novembre a dieci anni per omicidio volontario per aver travolto e ucciso alla guida di una Mercedes, il 22 maggio scorso, i due studenti universitari, Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, all’incrocio tra via Nomentana e viale Regina Margherita.

"Da oltre dieci anni - prosegue il gup - è assuntore di hashish e cocaina e non risulta mai aver responsabilmente affrontato le proprie problematiche tossicomaniche. Il 5 settembre il difensore ha formulato istanza di arresti domiciliari in comunità terapeutica, istanza respinta da questo gup in quanto priva della necessaria documentazione e per ritenuta inadeguatezza del programma alle esigenze terapeutiche e riabilitative".

Quanto all’incidente stradale del 22 maggio scorso, "deve sottolinearsi che l’imputato era privo di abilitazione alla guida da anni. La patente gli era stata sospesa con decreto prefettizio del 7 febbraio 2000, in quanto trovato alla guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti e inottemperante al programma terapeutico e socio-riabilitativo", previsto dall’articolo 112 dpr 309/90; "il 14 luglio 2005 si sottoponeva a visita medica e gli veniva rilasciata la patente per la durata di un anno; al nuovo esame delle urine risultava nuovamente positivo ai cannabinoidi. Ciò nonostante, Lucidi si poneva abitualmente alla guida di un’automobile di grossa cilindrata".

"Al fine di evitare il materiale ritiro del documento - si legge ancora nel provvedimento del giudice Finiti -, per ben due volte ne aveva denunciato falsamente lo smarrimento, da ultimo il 15 novembre del 2007. Per una completa valutazione della personalità e della pericolosità dell’imputato, anche la condotta successiva al reato appare significativa: Lucidi, dopo aver investito i due ragazzi, ha omesso di fermarsi e prestare loro soccroso, dandosi alla fuga e preoccupandosi di ‘appizzare la macchinà. Emerge dunque una personalità estremamente inquietante, con conseguente impossibilità di formulare un giudizio di affidabilità esterna, necessario alla concessione di una misura gradata, sia pure nella forma degli arresti domiciliari. Nè, ad avviso di questo giudice, risultano sufficientemente convincenti e sintomatiche di effettiva resipiscenza le dichiarazioni spontanee rese da Lucidi nel corso dell’udienza preliminare".

Il gup, soffermandosi sul pericolo di reiterazione del reato, afferma, infine, che "gli elementi di cautela devono essere tratti anche dalle specifiche modalità e circostanze del fatto, considerate nella loro obiettività".

"Sono tutt’altro che sorpreso dal diniego al mio cliente degli arresti domiciliari. È un provvedimento in linea con la criminalizzazione dell’imputato sulla scorta di una imponente onda emotiva dovuta a un inspiegabile clamore mediatico che ha accompagnato questa vicenda nella quale, voglio precisare, Lucidi non era sotto l’effetto di alcool nè tantomeno di sostanze stupefacenti". Lo ha dichiarato l’avvocato Basilio Fiore, commentando la decisione del gup Marina Finiti che, in due pagine di provvedimento, ha respinto l’istanza di scarcerazione per Stefano Lucidi.

"Non bisogna perdere di vista - ha proseguito il legale - che ogni anno in Italia si contano circa 7.000 morti da incidenti stradali e, senza nulla togliere alla drammaticità di singoli fatti, essi sono sempre conseguenza di imprudenze più o meno gravi. Per Lucidi si è voluto configurare un caso a parte: omicidio volontario, 10 anni e permanenza in carcere con sentenza ancora non definitiva. Resto in attesa di giustizia che ponga fine a questa singolare vicenda. Se le leggi sono inadeguate, e su questo posso concordare, cambiarle è compito del legislatore; certo non può farlo il giudice e neppure forzarle in questo modo".

fonte: Quotidiano.net

1 dicembre 2008