Benvenuti nel sito dell'Associazione I Bambini di Flami e Ale

23

mag

2009

Una laurea a Flami e Ale in Ecomomia: un anno fa vennero investiti e uccisi


ROMA (23 maggio) - Se quell'incrocio non ci fosse stato. Se non fossero volati sull'asfalto come due manichini, Alessio morto sul colpo, Flaminia che ancora respirava quando l'autoambulanza se l'è portata via.

Se un anno fa, nella notte di quel 22 maggio del 2008, nell'angolo tra via Nomentana e via Regina Margherita che anche ieri era sommerso di fiori, di sciarpe e di messaggi, Alessio Giuliani e Flaminia Giordani non ci fossero passati, allegri come al solito sul motorino che li riportava a casa, oggi quella laurea l'avrebbero ritirata loro stessi. E Flaminia avrebbe ricevuto un mazzo di fiori come si fa con le ragazze e Alessio una bella penna, magari stilografica, come si fa con i ragazzi. Invece a ritirare dalle mani del rettore Frati la pergamena che conferisce loro il titolo di dottori in Economia, sono stati i genitori. E quella pergamena per una laurea "honoris causa", da oggi, sarà l'ennesimo ricordo da tenere nel cassetto, di uno strazio che non passa mai.

«Nel dolore questa vuole essere una giornata di gioia – ha detto il rettore Luigi Frati consegnando le due lauree ai genitori nell'aula del Senato Accademico del Rettorato dell'università La Sapienza dove i due giovani avevano quasi concluso gli studi di Economia – una cerimonia non cancella quello che è successo, ma sapere che le istituzioni non vi hanno abbandonato può in parte alleviare un dolore che vi accompagnerà tutta la vita».

Un'aula gremita di insegnati, di studenti, di parenti e di tanti amici dei due ragazzi travolti da un auto guidata in stato d'ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti. Un'aula piena di commozione e di lacrime quando i genitori di Flaminia, Sergio e Teresa, e quelli di Alessio, Stefano e Angela, hanno interrotto il silenzio e, nel ritirare la pergamena, hanno promesso di essere presenti in aula al fianco del preside della facoltà e del rettore dell'istituto universitario, al prossimo inizio di anno scolastico per ricordare che «siamo una comunità educante – come ha sottolineato Frati – e gli studenti sono la nostra ricchezza». Annunciando anche che in onore di "Ale" e "Flami", come tutti continuano a chiamarli, sono state istituite sei borse di studio in economia per «sostenere quegli studenti che non hanno le possibilità economiche».

«Il 18 giugno saremo di nuovo in aula per la sentenza d'appello – ha detto la madre di Alessio alla fine della cerimonia riferendosi al processo contro Stefano Lucidi concluso a novembre con una prima condanna a 10 anni per omicidio volontario – ci aspettiamo che venga confermata la volontarietà. E spero che ci sia rispetto per la coscienza, oltre che per la Legge. Io non sono accanita, ma non capisco come sia possibile che nel dolore di un omicidio non ci sia la consapevolezza di quello che si è fatto. Speravo di vedere un lampo di dispiacere negli occhi di chi ha ucciso Flaminia e Alessio, ma ho visto solo uno sguardo privo di qualsiasi sentimento».

«Già pochi giorni dopo l'incidente – ha concluso il preside della facoltà di Economia Attilio Celant dopo la consegna alla quale si è unito anche il vicesindaco Mauro Cutrufo – avevamo pensato a questa laurea. E' una pratica inusuale, ma Flamina e Alessio avevano praticamente completato il corso di studi».

fonte: Il messaggero.it

23 maggio 2009