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17

lug

2009

Ricorso in Cassazione del Procuratore Generale Cantaro


Procuratore Generale Cantaro
"Lucidi ha usato la sua autovettura come se fosse una micidiale arma di distruzione, accettando deliberatamente e consapevolmente il rischio concreto di uccidere: era perfettamente consapevole che la sua condotta, nel procedere ad altissima velocità anche agli incroci, con semaforo rosso, a quell'ora, in una zona urbana molto frequentata, era tale da rendere quasi certa la collisione con altri mezzi o pedoni, che ne avrebbero patito, come in effetti è avvenuto, conseguenze mortali, anche a causa della potenza e delle dimensioni della sua auto. La circostanza che fosse in preda all'ira o che intendesse terrorizzare la ragazza a bordo, non possono certamente escludere non solo la previsione, ma anche la deliberata e consapevole accettazione del rischio di uccidere altri"

da AIFVS onlus il 24/07/2009 * 11:34

Il Procuratore Generale di Roma, Salvatore Cantàro, ha proposto ricorso per Cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Roma contro Stefano Lucidi.
E lo ha fatto rivalutando non solo il ruolo del giudice, chiamato ad interpretare la norma per adeguarla al comune sentire e all'incessante mutare del vivere civile, ma anche la funzione della giustizia che, uscendo dalle strettoie di un immobilismo ragionieristico, concorre a supportare ed a promuovere lo sviluppo della cultura della vita, delegittimando modelli di sfida e di morte anche attraverso la deterrenza di sentenze e sanzioni adeguate alla gravità del reato e del danno.

Ritroviamo nel ricorso del dott. Cantàro contenuti pienamente condivisi e da noi sempre diffusi, quali la connotazione criminale dell'incidente stradale, la non condivisibile indulgenza della giustizia nei confronti del reo, quest'ultima utile solo a diffondere nella società il deleterio messaggio che si può delinquere impunemente, danneggiando così la civiltà.
Una sinergia che ci rende più forti nel continuare la nostra battaglia, con la consapevolezza che, come afferma il dott. Cantàro, "ricade sulla magistratura il dovere ineludibile di percepire l'intervenuto mutamento di sensibilità in seno alla società su questo tragico problema, con l'acquisizione di una nuova cultura della vita e della sicurezza stradale".

Il nostro elogio ed il nostro grazie al dott. Cantàro, per l'apporto che ha saputo dare al cambiamento nella giustizia, promuovendolo dal suo interno, e sostenendolo con l'autorevole ruolo che egli riveste.
È per un cambiamento che assicuri una società più civile e più giusta che noi dell'AIFVS spendiamo con gratuità e spirito di solidarietà le nostre energie.
Per questo ci attendiamo che le sagge considerazioni del dott. Cantàro vengano recepite all'unanimità dalla Corte Suprema e diventino la voce nuova di tutti gli operatori della giustizia.

17 luglio 2009

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