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26

mag

2008

Ma se uccidi uno, è importante sapere per chi tifi?


In omaggio alla linea "law & order" che ultimamente la contraddistingue, Repubblica decide di colpire duro nei confronti del pirata della strada che ha ucciso una coppia a Roma la scorsa settimana. Il giornale on line dà la linea, informando il popolo tutto che Stefano Lucidi, l'omicida di Flaminia Giordani e Alessio Giuliano, era un ultras (e questo già lo rende esecrabile di per sé) e persino laziale (pena di morte! Subito!).

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Per il quotidiano guidato da Ezio Mauro non è importante, ad esempio, che il signore fosse alla guida di una Mercedes Classe C 220, che avesse la patente ritirata, se fosse o meno ubriaco sotto effetto di stupefacenti. No, l’unica cosa importante – e degna di nota anche per i titolisti del cartaceo, come potete ammirare qui a fianco – è che fosse un tifoso. Evidente, nell’immaginario collettivo sviluppatosi nelle redazioni, chi va allo stadio è di per sé un soggetto a rischio, pronto a rubare, fare accattonaggio, sporcare la pubblica piazza e così via. Il massimo, a questo punto, sarebbe trovare uno zingaro che ruba nei supermercati e tiene in casa il bandierone della Lazio. A quel punto, il cerchio finalmente si chiuderebbe. Il titolo fa il paio in home con questo splendido accoppiamento di notizie e foto del Corriere.it. Un giorno qualcuno – forse un novello Roland Barthes – si occuperà di definire – o di aggiornarne la definizione – la devianza così come viene descritta dai mass media e – di qui – socialmente condizionata. Quel giorno rideremo tutti.

In ogni caso, signori, niente panico. Perché, ineffabile come sempre, Francesco Alberoni dalle colonne del Corriere ci fa sapere che l’Italia “sta riconquistando il senso della realtà“. E così, “oggi la gente torna a vedere la realtà perché rincomincia a parlare, a esporre le proprie opinioni senza il timore di venir insultata e coinvolta in una rissa politica. E scopriamo che, se ascoltiamo gli altri e guardiano i fatti, spesso arriviamo alle stesse conclusioni. Oggi tutti chiedono sicurezza, vogliono i termovalorizzatori, trovano giusto che il capo del governo si incontri con il capo dell’opposizione, condannano i minorenni che stuprano o uccidono le adolescenti e accettano che un ministro proponga che i funzionari che non lavorano possano venir licenziati“. Bene. Finalmente è finito il periodo in cui tutti invece chiedevano maggiore criminalità ed esultavano con cortei e cori di piazza quando i ragazzini violentavano le coetanee. Francamente, non se ne poteva più.

Via Phastidio leggiamo nel blog di Nicola Porro una spiegazione ineccepibile dell’inutilità della mossa del governo sui mutui: “Ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l’impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L’ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l’aiuto di mamma stato-banche.La convezione pensata da governo-Abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori“. Il pezzo è interessante anche perché contiene in sé un riconoscimento a uno dei tanti provvedimenti liberalizzatori di Bersani, postumo ma pur sempre autorevole. Rimangono due domande: 1) perché non li ha fatti a suo tempo, i complimenti all’ex ministro delle attività produttive del governo Prodi? 2) perché questa notazione critica di un provvedimento dell’attuale esecutivo non è comparsa sul quotidiano del fratello di chi guida l’attuale esecutivo? Ai poster (quelli 4 per 4) l’ardua sentenza.

Gianluca Neri decide di commuoverci tutti cominciando a raccontare (uno e due, finora) la storia di Clarence a partire dagli anni bui – per le vendite – e gloriosi – per la qualità del giornale – dello storico “settimanale di resistenza umanaCuore, che tanti pupi ha svezzato e accompagnato nei primi passi verso la comprensione della realtà (compreso chi scrive). Che malinconia.

di

fonte: Giornalettismo

26 maggio 2008