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mag

2008

Folla per l'addio a Flaminia e Alessio. Il prete: «Insieme all'altare, come un matrimonio»


ROMA (28 maggio) - Si sono svolti questa mattina nella chiesa di San Bellarmino, nel quartiere Parioli a Roma, i funerali di Flaminia Giordani e Alessio Giuliani, i fidanzati uccisi la settimana scorsa nella capitale da un pirata della strada poi arrestato. Silenzio e commozione hanno accolto l'arrivo delle due bare bianche dei ragazzi travolti all'incrocio tra viale Regina Margherita e via Nomentana dall'auto guidata da Stefano Lucidi. Hanno accompagnato i feretri i parenti dei due ventenni, sconvolti dal dolore. Fuori dalla chiesa le corone di fiori portate da amici e parenti.

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Nemmeno un posto libero sulle panche e nei corridoi laterali della chiesa. Circa 500 persone hanno partecipato all'ultimo saluto a Flaminia e Alessio. Parenti, amici e tanti giovani. Molti ragazzi, quelli del mare, gli amici abituali, quella di una vita, quelli dell'università e quelli della squadra di calcetto di Alessio dove aveva cominciato a 16 anni. Uno striscione grande con la scritta nera in campo bianco, campeggia sulla recinzione di San Bellarmino «Ciao Alessio e Flami».

Come un matrimonio. Insieme, Alessio e Flaminia di fronte all'altare: «Un momento che avremmo pensato in modo differente, come un matrimonio - ha detto il parroco della chiesa di San Bellarmino padre Gianrico Ruzza pronunciando l'omelia - ma oggi questi ragazzi coronano comunque un sogno d'amore e di vita. Vita spezzata da una follia che uccide». Il sacerdote ha poi letto la formula della promessa nuziale: «finché morte non ci separi».

Sepolti uno accanto all'altro. Sepolti uno accanto all'altro. Flaminia e Alessio, come nella vita, anche nella morte sono insieme. Occupano i posti 3 e 4 del lotto 1 della zona chiamata Campo semicircolare al cimitero Flaminio di Prima Porta. I loculi non hanno ancora la lapide, ma campeggia su entrambi la foto che li ritrae insieme mentre sorridono.

Alemanno: il Comune parte civile nel processo. «Sono assolutamente contrario rispetto alla decisione della magistratura di derubricare il reato da omicidio volontario a colposo - ha dichiarato il sindaco di Roma Gianni Alemanno dopo il funerale di Alessio e Flaminia -. Proprio per contrastare questa ipotesi proporrò alla Giunta comunale di fare in modo che il Comune si costituisca parte civile, per fare questa battaglia insieme agli avvocati delle famiglie perché il reato ipotizzato sia quello massimo e si garantisca che un delinquente di questo genere non esca presto dalla galera. Quando si va per strada pieni di droga a fare delle gare - ha aggiunto Alemanno - non si può non pensare ad un omicidio volontario».

fonte: Il Messaggero.it

28 maggio 2008