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28

mag

2008

"Flaminia e Alessio, insieme per sempre"


Folla ai funerali dei giovani investiti in via Nomentana. Cerimonia "nuziale"
di Anna Maria Liguori

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Silenzio e commozione nella chiesa di San Bellarmino, a piazza Ungheria quando entrano tra due ali di folla le bare bianche di Flaminia Giordani e Alessio Giuliani, i due fidanzatini uccisi la settimana scorsa dall´auto guidata da Stefano Lucidi, per un funerale comune che sembra sancire il loro legame nella vita. Dietro i feretri i genitori e i fratelli sconvolti dal dolore. Fuori dalla chiesa le corone di fiori portate da amici e parenti. «Ale e Flami non vi scorderemo mai» è scritto su un piccolo striscione bianco che due amici dei ragazzi hanno legato davanti alla chiesa. Tra i primi ad arrivare alla funzione, oltre al sindaco Gianni Alemanno, l´assessore alle politiche sociali, Sveva Belviso, il comandante dei vigili urbani di Roma, Angelo Giuliani e quello del II gruppo Diego Porto che aveva coordinato le indagine per rintracciare l´investitore.

Poi comincia la cerimonia funebre in una chiesa colma di persone, molti i giovani, moltissimi gli amici di Flaminia e Alessio come quelli «del mare» che hanno portato una delle tante corone. «Avremmo immaginato - e il prete don Giarico Ruzza traduce in parole quello che pensano tutti - Alessio e Flaminia qui, all´altare, come due sposi nel giorno del loro matrimonio, ma così non è stato». Ma il sacerdote non può fare a meno di pronunciare una sorta di formula matrimoniale: «Vuoi unire la tua vita alla mia nel Signore che ci ha creati e redenti? Sì, con la grazia del Signore lo voglio». Nell´omelia padre Ruzza ha rivolto parole di conforto ai genitori dei due fidanzati, paragonando il loro dolore a quello di Maria per la perdita di Gesù, descritto dal discepolo Giovanni come «un silenzio sconvolgente». «A voi - ha continuato il parroco rivolgendosi ai genitori - vi vengono affidati i giovani amici dei vostri figli, ragazzi sconvolti da questa tragedia una morte assurda ed ingiustificabile».

Sull´altare, alle fine della messa, salgono le amiche di Flaminia per ricordarla con la loro testimonianza.
Alessandra legge tra i singhiozzi: «I tuoi dolci occhi scuri davano sempre gioia ad ogni momento della nostra vita. Io non potrò mai dimenticarti». E´ la volta di Michela: «Ricordo quando ridevamo per ogni piccola cosa, ricorso il nostro divertimento. Tu non dicevi ti voglio bene molto spesso ma eri una che lo dimostrava in mille modi. Spero che da lassù ci guarderai». Infine una bimba di otto anni cresciuta insieme a Flaminia: «Con te io giocavo a nascondino ed eri sempre tu a nasconderti perché non ti piaceva contare. E poi ti tingevi i capelli di chiaro perché ti piaceva cambiare. Una vola hai messo le lentine azzurre per cambiare colore degli occhi. Senza di te non sarà più come prima per me».

E Alemanno, una volta fuori dalla chiesa, annuncia: «Sono assolutamente contrario rispetto alla decisione della magistratura di derubricare il reato da omicidio volontario a colposo. Proprio per contrastare questa ipotesi proporrò alla Giunta comunale di fare in modo che il Comune si costituisca parte civile, per fare questa battaglia insieme agli avvocati delle famiglie perché il reato ipotizzato sia quello massimo e si garantisca che un delinquente di questo genere non esca presto dalla galera. Quando si va per strada pieni di droga a fare delle gare non si può non pensare ad un omicidio volontario».

 

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fonte: la Repubblica Roma.it

28 maggio 2008