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28

mag

2008

Per Alessio e Flaminia


Era giusto aspettare, in silenzio, che tutto si compisse, in ogni fase del rigido cerimoniale che in questi casi si usa. Ora però si deve parlare, perché quella verità non rinunciabile Roma me la sbatte in faccia ogni mattina ed ogni sera andando e tornando dal lavoro.

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Quell'urna lacrimosa eretta spontaneamente su via Nomentana mi strazia ogni volta: e non solo perché 10 minuti prima io passavo proprio da quelle parti con un amico a bordo del mio motorino, ma perché non posso credere, neanche stavolta, quanto assurdamente sia stata spenta la vita di due ragazzi di vent'anni.
Non incontreremo più i loro sorrisi, financo fossero casuali, e questo è ingiusto. Come ingiusto mi appare la causa dell'addio. E penso alle voci non sentite che mai sentiremo, penso ai colori diluiti di rosso sull'asfalto di una strada di morte. Che regolarmente reclama le sue vittime.
La morte è per chi resta, condannato a ricordare controvoglia la gioventù di figli che non vedranno crescere mai. A noi, che non li conoscevamo, non rimane che passare e buttare un rapido sguardo, nella speranza che questo scirocco umido di primavera tramuti le nostre lacrime in semplice sudore.

stanley

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fonte: blog questacasanoneunalbergo

28 maggio 2008