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31

mag

2008

Il pm chiede per Lucidi l'omicidio volontario: «Condotta spericolata, doveva prevedere»


ROMA (31 maggio) - Il pm di Roma Carlo Lasperanza nell'appello depositato al Tribunale del Riesame contro l'ordinanza del gip Roberta Palmisano chiede che a Stefano Lucidi, l'uomo che il 22 maggio ha travolto e ucciso Flaminia Giordani e Alessio Giuliani venga contestato il reato di omicidio volontario. Il gip Roberta Palmisano aveva disposto la detenzione in carcere di Lucidi per omicidio colposo con l'aggravante della previsione dell'evento. Lasperanza chiede di «fissare l'udienza con urgenza» poiché è intenzione della Procura sollecitare il «giudizio immediato» per Lucidi.

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Il ricorso. Secondo il pm mentre il pirata della strada investiva i due giovani, «non può non essersi prefigurato come fosse per lui impossibile, in quella particolare dinamica, il controllo della sua azione e la conseguente inevitabilità dell'evento». L'ipotesi che si prefigura è di «colpa cosciente» anche perché Lucidi «ha frenato e sterzato a destra, in questo modo ponendo in essere una condotta assolutamente spericolata e totalmente incurante delle regole e pur avendo consapevolezza della pericolosità astratta, ha confidato superficialmente della propria abilità alla guida e l'evento non può essere attribuito alla sua sfera volitiva». Dunque secondo il pm «l'ipotesi di reato che si profila allo stato non può essere quella dell'omicidio colposo, neanche nell'ipotesi della colpa cosciente, in quanto proprio la previsione dell'evento differenzia nettamente l'ipotesi dell'omicidio colposo da quella dell'omicidio doloso». Infatti, sottolinea il magistrato «contrariamente a quanto accade nella colpa cosciente, dove la verificabilità dell'evento morte, rimane una ipotesi astratta, che non è percepita dall'autore della condotta illecita come concretamente realizzabile, è invece perfettamente rappresentabile come concreta conseguenza della propria condotta criminosa quindi accettata come possibile conseguenza della stessa». E, ancora, spiega Lasperanza «la previsione dell'evento non può ritenersi incerta, ma concretamente possibile in ragione delle caratteristiche psicofisiche del Lucidi "privo di patente di guida", conducente di una autovettura lanciata ad alta velocità nell'attraversamento di un incrocio posto in un centro abitato, con piena consapevolezza che altri utenti» potevano attraversare lo stesso incrocio «con semaforo verde quindi in assenza di prevedibilità da parte di questi ultimi della sua criminosa condotta».

La Procura di Roma ha già delegato il nucleo investigativo dei vigili urbani dell'VIII Gruppo, comandato da Antonio Di Maggio, a fare gli accertamenti necessari alla ricostruzione dell'incidente stradale insieme al consulente tecnico d'ufficio prof. Giuseppe Marcon. Gli agenti della municipale hanno già fatto i primi rilievi foto-aerei. Lo stesso Marcon ha già eseguito un accertamento tecnico ed ha stabilito che la velocità raggiunta dall'autovettura di Lucidi al momento dell'incidente era di 85-90 km orari e non 60-70 come riferito dall'indagato.

fonte: Il Messaggero.it

31 maggio 2008