Benvenuti nel sito dell'Associazione I Bambini di Flami e Ale

26

nov

2008

FIDANZATI UCCISI: Lucidi in udienza, provo dolore e rimorso


(AGI) – Roma, 26 nov. – “Provo dolore e rimorso. Scrissi una lettera (destinata ai familiari delle vittime, ndr) che diedi al mio avvocato. Confermo la versione gia’ resa. Ero convinto di superare l’incrocio perché conosco perfettamente quanto  è largo dato che vivo in quella zona.

Avevo l’assoluta certezza di passare indenne. Quando sono passato il semafono era giallo, il rosso e’ scattato dopo aver impegnato l’incrocio. Non potevo immaginare che passasse un motorino”. Queste le dichiarazioni spontanee di Stefano Lucidi, rilasciate nel corso dell’udienza di oggi prima che il gup Marina Finiti si ritirasse in camera di consiglio per uscire circa trenta minuti dopo con la sentenza. Parole che hanno infastidito i familiari dei due ragazzi investiti e uccisi: “Quella lettera di scuse non ci e’ mai arrivata ed e’ stata consegnata alla stampa contro la nostra volonta’. E’ un bugiardo”, ha detto Sergio Giordani, il padre di Flaminia.

Ha suscitato la contrarieta’ dei parenti delle vittime anche l’intervento in udienza del difensore Basilio Fiore che ha parlato di atteggiamento da bullo del suo assistito. “Ha sostenuto – ha spiegato Angela, madre di Alessio – che questo caso ha avuto piu’ clamore e rilevanza mediatica di altri piu’ gravi. Io penso che cio’ e’ dipeso esclusivamente da un atto di amore e solidarieta’ da parte della collettivita’. Alessio e Flaminia erano molto amati dai tanti amici. I nostri figli non sono migliori degli altri; hanno avuto delle basi nelle loro famiglie che li hanno proiettati in un certo modo. Mio figlio ha 25 anni, e’ laureato in ingegneria e si sta dando da fare. Perche’ Lucidi non puo’ essere considerato un uomo?”.

(AGI)

fonte: Ingegneria-oggi

26 novembre 2008